I pensieri in libertà di Giorgio
L'acqua non è un privilegio è un diritto e come tale non deve divenire un bene privato
Ogni città si doti del difensore civico degli Animali.
Diamo una opportunità di lavoro sicuro ai nostri giovani.
Facciamo tutti la raccolta differenziata dei nostri rifiuti di casa.Riciclare, recuperare fa bene all'ambiente e fa molto bene al nostro portafoglio
Adotta un animale abbandonato.
Lavoriamo insieme per un mondo libero dalle armi Nucleari.
Lavoro e sviluppo equo e sostenibile.
Più sicurezza nelle nostre città e sui luoghi di lavoro.
Una mutua per gli animali da compagnia, una risposta all’inciviltà dell’abbandono.
I cambiamenti climatici sono una drammatica realtà, impegniamoci a sprecare meno energia ed a produrre molta meno CO2
Il Clima al G8 dell'Aquila
Un accordo parziale quello raggiunto sul clima al G8 dell'Aquila, con la riduzione delle emissioni globali del 50% entro 2050
I paesi sviluppati del G8 hanno concordato sull'obiettivo di impegnarsi per una riduzione delle emissioni di C02 dell'80% entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990. E' quanto si legge nella dichiarazione conclusiva del G8, che l'Ansa ha potuto consultare. Nella dichiarazione, i leader degli otto grandi riconoscono la necessità sostenuta dal mondo scientifico sul fatto che la temperatura media del mondo non può aumentare più di due gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali e mantengono l'ambizione degli obiettivi proposti nella bozza originaria.
Riduzione del 50 per cento delle emissioni entro il 2050 - "Considerato che questa sfida globale può essere raggiunta solo con una risposta globale, noi confermiamo la nostra volontà di condividere con gli altri paesi l'obiettivo di raggiungere una riduzione di almeno il 50% delle emissioni globali entro il 2050", afferma la dichiarazione. "In questo ambito - si legge - noi sosteniamo anche l'obiettivo dei paesi sviluppati di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra dell'80% entro il 2050, rispetto al 1990 o anche agli anni più recenti".
Obiettivi di riduzione anche nel medio termine - "Coerentemente con questi ambiziosi obiettivi di lungo periodo siamo pronti - assicurano i leader - ad assumere anche obiettivi di riduzione a medio termine, prendendo in conto che gli sforzi potranno essere variabili e che avranno bisogno di essere comparabili". Secondo gli Otto, "similarmente, le maggiori economie hanno bisogno di assumere azioni quantificabili per ridurre in modo significativo le loro emissioni collettive al di sotto del business-as-usual in modo specifico anno per anno".
Diverse fonti energetiche - Per promuovere lo sviluppo sostenibile è necessario ottenere "una gamma di diverse fonti energetiche" si legge nella dichiarazione conclusiva dell'incontro dei leader del G8 dedicato ai temi dell'ambiente. Il documento osserva che "le energie rinnovabili giocheranno un ruolo essenziale" perchè riducono le emissioni nocive e diminuiscono la dipendenza dai combustibili fossili.Ma la Cina si è sfilata
Il nucleare può "giocare un ruolo cruciale" - Il G8 inoltre osserva che "un crescente numero di paesi ha espresso interesse nei programmi di energia nucleare" e ciò può "giocare un ruolo cruciale" ma si riafferma, con un occhio all'Iran e non solo, "che il prerequisito fondamentale per l'uso pacifico dell'energia nucleare è l'impegno internazionale alla non proliferazione, alla sicurezza e alla tutela", sottolineando "Il ruolo chiave giocato" in questo contesto dall'Aiea, l'agenzia internazionale per l'energia atomica.Ed ora aspettiamo Copenaghen...........
PUNTI PER UN MOVIMENTO ECOLOGISTA (da D.COHN BENDIT)
PER UN FUTURO AL 100% RINNOVABILE
RISPARMIO ed EFFICACIA ENERGETICA
RIDUZIONE DELL’EMISSIONE DEI GAS SERRA del 40% entro il 2020 e del 90% entro il 2050
RISPARMIO ENERGETICO del 20% entro il 2020
Incentivo a motori non basati sull’uso del petrolio NO AL NUCLEARE
SVILUPPO DELLE FONTI RINNOVABILI: investimenti per la ricerca e detassazione sulla costruzione degli impianti di energia rinnovabile
AUTONOMIA ENERGETICA L’Italia che dipende dal gas e dal petrolio importato per la maggior parte delle sue fonti energetiche deve orientarsi ad un’autonomia energetica prima possibile, con il 100% di autoproduzione di energia elettrica e termica per il riscaldamento e i trasporti entro 40 anni
(2) SALUTE E SANITÀ
VOGLIAMO ATTUARE UNA VERA PREVENZIONE PRIMARIA PER SALVARE MILIONI DI VITE
Il nostro stato di salute dipende dall’aria che respiriamo, dall’acqua che beviamo, dagli alimenti che mangiamo, dal confort delle nostre case, dal non evitare pericolosi stili di vita (fumo, alcool, droghe)
Da un terzo ad un quarto delle malattie sono di origine ambientale ed è possibile prevenirle
Ipertensione, diabete, cancro, obesità, asma sono le principali malattie in Italia. Nel terzo mondo si muore di fame, in Italia si muore di alimentazione eccessiva e sbagliata e di mancanza di esercizio fisico nel contatto con la natura
Prevenzione e miglioramento dell’ambiente di vita e di lavoro e non sempre e solo sulle cure, sempre più costose e fonte di deficit pubblico e sempre più circoscritte alle fasce più abbienti di popolazione
VOGLIAMO L’APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE e la prevalenza dell’interesse pubblico all’interesse privato in tutte le situazioni di dubbio
VOGLIAMO IL MANTENIMENTO DEL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE e la lotta contro ogni sussidio alla sanità privata
(3) OCCUPAZIONE
PER UN CAMBIAMENTO ECOLOGICO DEL MONDO DELL’OCCUPAZIONE E PER UN’ECONOMIA SOCIALE E SOLIDALE
La crisi americana ha generato una crisi sistemica. continuare a investire miliardi per salvare industrie vecchie, obsolete e inquinanti non serve a nulla se non a prolungare le cause della crisi.
VOGLIAMO L’INTRODUZIONE DEL PRINCIPIO DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE ED AMBIENTALE DELLE IMPRESE e il divieto di importazione da Paesi inquinanti
VOGLIAMO LA MODERNIZZAZIONE ECOLOGICA DELL’ECONOMIA, l’impiego delle energie rinnovabili nelle industrie, nei trasporti, nell’agricoltura, perché l’Italia diventi un paese leader in questo campo a livello mondiale
Vogliamo il sostegno al principio che è meglio riparare che gettare via, è meglio riciclare che gettare in fumo o in discarica. Auspichiamo la nascita di imprese legate alla riparazione ed al riciclaggio.
VOGLIAMO IL SOSTEGNO ALL’ECONOMIA LOCALE e la riduzione e penalizzazione della globalizzazione industriale e commerciale, gli incentivi alle piccole imprese di prossimità, per un’economia sociale e solidale, basata sulla cooperazione e il mutuo aiuto e sulla rilocalizzazione delle attività economiche sulla base del principio della prevalenza della filiera corta
VOGLIAMO LA RIDUZIONE DEI TEMPI DI LAVORO e il miglioramento della qualità della vita extra lavorativa
Vogliamo 1 milione di nuovi posti di lavoro verdi in 10 anni: VOGLIAMO I COLLETTI VERDI e non solo i colletti blu e bianchi, localizzati:
- nell’agricoltura biologica
- nelle energie rinnovabili
- nei trasporti ecologici
- nel riciclaggio
- nella ricerca e sviluppo in campo ambientale
- nella gestione del territorio e delle città, del turismo verde, della biodiversità
- per lo sviluppo dell’artigianato, della riparazione, dei servizi alla persona
VOGLIAMO UN SERIO IMPEGNO DELL’INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA PER UNA TRANSIZIONE DAI PROPULSORI BASATI SULL’USO DEL PETROLIO A QUELLI BASATI SU ENERGIE RINNOVABILI E NON INQUINANTI: impegno a non delocalizzare e impegno a costruire entro 10 anni una vettura nuova, ecologica, sobria, riciclabile, facilmente riparabile, economica e alla portata di tutti
(4) BIODIVERSITÀ
PROTEGGERE LA BIODIVERSITÀ SIGNIFICA INTEGRARE LA TUTELA DELLA NATURA NELLE POLITICHE DI SETTORE
Assistiamo alla continua scomparsa delle specie animali e vegetali sul nostro pianeta. Il 40% dei mammiferi, degli uccelli, dei rettili dei pesci e finanche e delle farfalle sono in pericolo.
La biodiversità è minacciata dall’agricoltura intensiva, dai cambiamenti climatici, dall’urbanizzazione e impermeabilizzazione dei suoli, dalla pesca intensiva.
Vogliamo la protezione della biodiversità in tutte le politiche: infrastrutture, trasporti, urbanizzazione, agricoltura, pesca, gestione delle foreste e del territorio
Vogliamo rendere sostenibile la pesca e cambiare la politica italiana in questo settore, vietare la pesca illegale e imporre la tracciabilità di tutti i prodotti della pesca
Vogliamo più riserve marine e tutela delle coste dalla cementificazione, più riserve naturali, fino al 20% del territorio nazionale e salvaguardia delle specie
Vogliamo una lotta senza quartiere contro l’inquinamento del territorio, dei mari e delle acque interne. Vogliamo abrogare la depenalizzazione attuale dei reati ambientali e introdurre il carcere per chi inquina, e distrugge per decenni o centinaia di anni il bene di tutti
Vogliamo una politica di prevenzione dell’inquinamento, di sorveglianza, di monitoraggio e di messa a disposizione di più mezzi per la lotta all’illegalità ambientale
(5) AGRICOLTURA
UN’AGRICOLTURA LOCALE E ITALIANA PER UN’ALIMENTAZIONE SANA
Vogliamo sostenere un’alimentazione sicura, sana, locale e stagionale
Vogliamo contrastare gli allevamenti intensivi favorendo l’integrazione nel territorio e il rispetto per gli animali e per la riduzione dell’inquinamento da nitrati. Vi è un eccesso in Italia di malattie dovute ad un’alimentazione basata su proteine animali, causa di tumori, obesità, malattie cardiovascolari. Ridurre la disponibilità di questi prodotti nocivi se assunti in misura eccessiva aiuta anche la salute della popolazione.
Dobbiamo sostenere un’agricoltura biologica, con aiuti e detassazione (IVA allo 0%) e promuovere tutte le forme agricole più rispettose dell’ambiente, rendendole economiche e alla portata di tutti. Ciò saraà possibile in tempi ragionevoli (15 anni) se vi saranno aiuti tecnologici ed economici alle imprese agricole interessate. Auspichiamo:
- un aiuto alle imprese che vogliono convertirsi al biologico
- Offerta di formazione agli agricoltori su tecniche di coltivazione
- Ricerca e sviluppo in campo ecologico dell’agricoltura
- Incentivi alla selezione e mantenimento delle specie vegetali ed animali
- Organizzazione di filiere corte regionale e locali
Vogliamo il bando degli OGM dal territorio nazionale, con una riforma sull’ordinamento delle sementi e con la misura dell’interdizione perpetua dei brevetti sulle specie viventi.
(6) CASA
UNA POLITICA PER LA CASA INTEGRATA NEL TERRITORIO
ALLOGGI IN AFFITTO. Vogliamo una politica per la casa che renda disponibili per l’affitto 1 milione di alloggi.
RIQUALIFICAZIONE DELLE PERIFERIE degradate sotto l’aspetto della sicurezza e dei servizi sociali (scuole, uffici) e servizi privati; adozione di un progetto periferie in ogni grande città
INNOVAZIONE ECOLOGIA ED ENERGETICA. Vogliamo una certificazione energetica degli edifici completa entro 5 anni e una politica per l’introduzione di obblighi ecologici per i nuovi edifici e la penalizzazione dell’importo ICI di edifici privi di sistemi di recupero energetico, pannelli solari e fotovoltaici .Auspichiamo un rilancio del settore edilizio in campo pubblico e privato, legato all’introduzione di modifiche in senso ecologico e di contenimento energetico degli edifici
(7) EDUCAZIONE E ISTRUZIONE
UNA POLITICA PER INTERNET E CONTRO L’ANALFABETISMO DI RITORNO
Milioni di Italiani nonostante la scuola dell’obbligo fino a 16 anni non sono in grado di riempire un modulo in ospedale, o di decifrare un contratto di assicurazione auto, o di calcolare una distanza o il tempo necessario per coprirla. Oggi sono presenti nuove modalità di informazione e comunicazione ancora troppo poco diffuse in larghi strati della popolazione (mentre sono diffusissime tra chi conosce bene le capacità manipolative dei media)
VOGLIAMO UN PIANO NAZIONALE CONTRO L’IGNORANZA DIFFUSA per ridurre la percentuale intollerabile di persone illetterate e incapaci di muoversi in una società tecnologicamente avanzata
Vogliamo introdurre un PIANO NAZIONALE PER LE NUOVE TECNOLOGIE INTERNET di informazione e comunicazione nell’ambito dei programmi scolastici. Difendiamo un internet libero e la possibilità di acceso gratuita per tutti ed in ogni luogo.
Vogliamo che cessi la subordinazione dei bisogni alle scuole, della ricerca e dell’Universita’ agli interessi dei privati. L’educazione è un bene pubblico comune
La scuola deve essere un veicolo della cultura della diversità e della valorizzazione del patrimonio storico ed artistico del nostro Paese, della difesa dei dialetti regionali, dello scambio culturale con altri Paesi, dell’incoraggiamento al multilinguismo, alla difesa della diversità culturale che rappresenta un patrimonio dell’umanità e che va preservata per le future generazioni
(8) DIRITTI UMANI
UNA POLITICA ECOLOGICA, DI DIFESA DELLA BIODIVERSITÀ, PROTETTRICE DEI DIRITTI E CONTRO LE DISCRIMINAZIONI VERSO TUTTO E TUTTI
« è necessario garantire i diritti e le libertà fondamentali dell’individuo»
VOGLIAMO UN’ITALIA APERTA ED ACCOGLIENTE, rispettosa dello sviluppo e dei diritti per tutti.
RIFIUTIAMO OGNI FORMA DI DISCRIMINAZIONE fondata sul sesso, l’origine, l’appartenenza a minoranze etniche e culturali, la religione, gli handicap, la salute, l’età, l’orientamento sessuale
VOGLIAMO IL RISPETTO DEI DIRITTI DEI BAMBINI e della convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia
VOGLIAMO IL RISPETTO DEI DIRITTI DEGLI HANDICAPPATI che si trovano spesso nell’impossibilita’ di vivere una vita piena e la ratifica di un patto di tutela contro gli ostacoli quotidiani degli handicappati .
(9) DIRITTI SOCIALI
DIFESA DEL BENE COMUNE - ESTENSIONE DEI SERVIZI PUBBLICI – SOLIDARIETÀ
DI FRONTE ALLA CRISI, VOGLIAMO UNA POLITICA COERENTE, DI SOLIDARIETà E DI TUTELA DEI DIRITTI SOCIALI, di difesa contro la povertà, e la garanzia di un salario minimo per tutti i residenti sul suolo italiano
Lotta contro il precariato, l’ineguaglianza e l’esclusione sociale
Lotta contro il liberismo e contro il principio della prevalenza dell’impresa privata su quella pubblica
Torino 2011 - per l'Ambiente e la Salute
Valutando la situazione attuale della citta’, si avverte tra le posizioni espresse la sensazione condivisa che l’apparato politico operi innanzitutto per conservare se stesso. A questo scopo corrisponde un sistema etico nel cui orizzonte sono spesso assenti i problemi più gravi. Non si vuole sostenere la tesi di un disinteresse premeditato, ma piuttosto quella di priorità inopportune e invadenti. Voglio dire che cio’ che dovrebbe rappresentare il fulcro dell’interesse della politica – la collettività con i suoi problemi da risolvere – scivola spesso su un piano secondario e perde visibilità.
Da questa diagnosi mi sembra abbia preso forma il nostro consenso e sia sorta un’intenzione di massima: applicare alla nostra realtà degli strumenti politici da un lato più umili e dall’altro più efficaci.
È emersa l’esigenza di cominciare dal basso: perché un’amministrazione, se non vuole tradire il suo mandato, è chiamata a dialogare con il cittadino nei diversi contesti sociali; per comprendere innanzitutto in quale modo egli, che lo vive, percepisce un problema concreto. Solo da questo confronto può prendere avvio un cammino risolutivo.
Un gruppo di persone animate da senso civico, quale noi siamo, non può pero’ trascurare la complessità del compito. Non è certo un’impresa da dilettanti governare una realtà come Torino, tanto più farsi carico di un cambiamento; avremo bisogno di uno staff tecnico, che da una parte sia veramente tale (e non un’appendice dell’apparato politico), e dall’altra leghi le proprie competenze specifiche alla percezione di chi abita la realtà: diversamente il complesso della cittadinanza vive il ruolo di interlocutore soltanto nella stagione elettorale.
Tutti hanno avvertito con evidenza questo distacco dalla gente, quasi la politica fosse una strana pratica riservata a pochi e incomprensibile ai più; ma abbiamo espresso l’opinione che vi sia un rimedio: partire dai problemi è il nostro primo indirizzo operativo.
Da subito la priorità va attribuita non tanto ai nomi di chi comporra’ la squadra, quanto, viceversa, ad un progetto condiviso da un gruppo paritario, dove le distinzioni dovranno approfondirsi in relazione alle competenze; come dire che, una vola operata un’analisi rigorosa e verosimile dei singoli problemi, allora il gruppo potra’ riconoscere l’autorevolezza dei possibili risolutori.
Insomma ritengo da subito opportuno e necessario lavorare al programma, appoggiando i nostri sforzi ad un’idea di politica come servizio: come se l’amministrazione potesse trasformarsi in punto di riferimento operativo del territorio, capace di un dialogo costante e ideatore di progetti comprensibili per tutti i beneficiari.
Alla base delle nostre argomentazioni, infine, cerchiamo di tenere l‘idea che il sistema dei partiti, se non altro per le realtà locali, abbia fatto il suo tempo; fin tanto che, almeno, si è disposti ad ammettere che esso poggia su una rete di relazioni di potere che spesso prescinde dalle reali emergenze e dai problemi ambientali e sanitari del territorio e delle persone. Questa idea deve essere connaturata alla stessa composizione del nostro gruppo, la cui coerenza non può certo essere intesa a partire dal sistema partitico ma che deve realizzare un buon modello di condivisione delle idee fondanti, sulle quali continuo a riproporre una riflessione.
I temi su cui lavorare con proposte concrete di programma secondo me sono:
- urbanistica ed edilizia
- ospedali
- scuole
- servizi sociali (disabilita')
- cultura
- attivita' produttive ed occupazione
- sport
- problematiche ambientali in citta'
- giovani
- anziani
I CELLULARI QUINTUPLICANO IL RISCHIO DI TUMORE AL CERVELLO NEI BAMBINI
| Il terzo Manifesto su cambiamenti climatici e futuro della sicurezza alimentare è stato presentato il 30.05 a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo. Lo ha fatto la Regione Toscana, attraverso l’Arsia, l’agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura, proseguendo così la battaglia (che greenreport condivide) al fianco della Commissione Internazionale sul futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura, presieduta da Vandana Shiva L’agricoltura delle multinazionali, delle grandi industrie, delle monocolture Ogm incide negativamente sul clima del nostro pianeta – nonostante le lobby biotech e una parte dei media nazionali asseriscano l’esatto opposto - , aggravando il surriscaldamento e contribuendo alla diminuzione delle risorse idriche. L’effetto contrario, ovvero una mitigazione dell’influenza dei mutamenti del clima – è questo l’assunto di fondo del Manifesto presentato dalla presidente della Commissione Vandana Shiva e dal presidente della Regione Toscana Claudio Martini – può essere ottenuto avvalendosi di un’agricoltura sostenibile, rispettosa della biodiversità e legata ai territori di produzione. Tra i motivi che gli esperti della Commissione, provenienti da tutto il mondo, attribuiscono al sistema agricolo industrializzato ritenendolo corresponsabile della sempre maggiore vulnerabilità del clima il ‘Manifesto’ ne individua almeno quattro: la presenza di monocolture; l’uniformità genetica (con il largo utilizzo di Ogm); i trasporti a lunga distanza (con il relativo inquinamento) dovuti allo stile di consumo occidentale; l’utilizzo intensivo dell’acqua. Il Manifesto si concentra sul tema del rapporto tra i sistemi alimentari e i cambiamenti climatici e lo fa in un momento particolare nel quale la crescita senza precedenti dei prezzi delle materie prime agricole ha riportato al centro del dibattito il tema delle politiche agricole come perno della sicurezza e della sovranità alimentare di fronte ad una nuova e (sembra) non breve recrudescenza di fame nel mondo. Viceversa un’agricoltura più attenta ai territori, alla biodiversità e alla sostenibilità ambientale può attenuare fortemente l’impatto dei cambiamenti climatici, perché, per esempio, contribuisce a ridurre le emissioni derivanti da carburanti fossili e di gas serra e incrementa l’assorbimento di carbonio da parte delle piante e del suolo. Inoltre la diversità genetica, presente laddove si salvaguarda la biodiversità, permette di per sé maggiori possibilità di resistenza prima e di adattamento poi ai cambiamenti climatici. Questa agricoltura ha effetti positivi sul clima anche perché, destinando gran parte dei suoi prodotti al territorio, riduce i consumi energetici per trasporti (è infatti privilegiato l’utilizzo di prodotti locali), e anche il consumo di acqua (l’agricoltura ecologica e biologica, ad esempio, riduce la richiesta di irrigazione intensiva. Il Manifesto promuove un’agricoltura ecologica e sostenibile, già al centro delle politiche regionali, sia sostenendo produzioni di qualità (DOP, IGP, prodotti tradizionali), sia incentivando l’agricoltura biologica e integrata. Il Manifesto afferma inoltre che la biodiversità riduce la vulnerabilità al cambiamento climatico, e a questo proposito la Toscana si è da tempo dotata di una normativa sulla tutela delle risorse genetiche animali e vegetali, attivando aiuti specifici agli agricoltori che coltivano o allevano razze a rischio di erosione genetica. In merito ai paventati i rischi di un’agricoltura monoculturale e basata sugli Ogm, la Toscana è stata la prima regione italiana a vietare gli Ogm nel proprio territorio, promuovendo una rete di 42 regioni europee Ogm-free. Sul tema delle agrienergie la Regione si è mossa nello spirito del Manifesto, sostenendo soprattutto sistemi localizzati di produzione di energia da biomasse legnose, che utilizzano quindi i residui dei tagli selvicolturali. Infine sulla questione dell’acqua, oltre a ad avere realtà produttive che non prevedono un consumo intensivo, in Toscana è da tempo in atto anche un piano riguardante i numerosissimi laghetti montani, le vasche di raccolta ed i bacini di accumulo per permettere il loro utilizzo da parte delle aziende. |